#75 Fa caldo
Un po' di link
Bentrovati. Io sono Marcello Conti e questo è Caffè Letterato la newsletter su giornalismo culturale e dintorni.
Fa caldo. E come è giusto che sia quando è estate e si vive assediati dall’afa, stiamo in modalità risparmio energetico. Quindi oggi menù molto semplice ed essenziale: la rassegna con un bel po’ di articoli molto interessanti da leggere (vi auguro) in spiaggia o in qualche altro luogo fresco, se ancora ve ne sono. E poi la segnalazione di un po’ di cose che ho pubblicato ultimamente tra articoli e podcast.
Troppo caldo per dilungarsi oltre, dunque buona lettura!
Rassegna🗞️
Qualche consiglio per essere felici
Ricominciare a imparare i luoghi: il ritorno della villeggiatura
A proposito di luoghi: le città senza flâneur
Calcio: come reagire ai Mondiali più escludenti di sempre?
A proposito di sport: i vecchi e i giovani
Contro l'editoria delle "adeguatine"
Cent'anni di Ingeborg Bachmann
Nulla deve finire! Il caso Stranger Things
Il nuovo/vecchio formato del podcast lungo
Fenomenologia di Ultimo (e dei suoi fan)
Abbiamo sempre bevuto
Cose mie
È uscito qualche giorno fa su Il Tascabile questo mio pezzo: Inventario dell’infanzia.
Parla di Compiti a casa l’ultimo libro di Geoff Dyer. Il libro è una autobiografia sui generis che sembra essere più interessata allo sfondo della vita personale dell’autore che alla vita stessa. Il mio articolo, invece, è soprattutto un pezzo sulle vie letterariamente interessanti che l’autobiografismo (soprattutto quando si ibrida con un certo approccio saggistico, di cui Dyer è un maestro) è ancora in grado di tracciare. Ne approfitto per tirare in mezzo anche Walter Benjamin, che non fa mai male.
Se il sottotitolo dell’edizione originale lo definisce “a memoir”, una descrizione più precisa arriva nelle sue pagine, verso il finale, quando ormai l’autore è in procinto di abbandonare la sua città natale per andare a studiare ad Oxford e indica quel trasferimento come il momento che segna “i confini di questo libro mappa e inventario”. Siamo, dunque, ancora dalle parti di Benjamin: un lavoro lucido e consapevole per inventariare il proprio passato, mappare i territori nei quali ci si è mossi in una fase ormai conclusa della propria esistenza. Ma c’è una differenza sostanziale: Infanzia berlinese sceglie il racconto per frammenti, la narrazione di Dyer invece è un flusso quasi ininterrotto, che trova la sua unica discontinuità nella separazione tra le due lunghe parti del libro, che trattano rispettivamente l’infanzia e l’adolescenza
Linea C
Nelle scorse settimane sono anche uscite due nuove puntate di Linea C, che peraltro chiudono la stagione (eh, sì, fa troppo caldo anche per fare i podcast).
La prima ha come ospite Emiliano Ceresi, studioso di letteratura, editor di Lucy e tra i creatori del podcast Ragù. Come sempre la puntata è disponinibile su YouTube
e Spotify
La puntata che chiude la stagione è invece con Daniele Manusia, giornalista, scrittore, fondatore e direttore de L’Ultimo Uomo, con cui abbiamo parlato di sport e scrittura. Anche questa potete vederla su YouTube
o ascoltarla su Spotify
E anche per oggi è tutto.
Ti ricordo che puoi recuperare tutte le uscite precedenti qui e che se ti piace Caffè Letterato puoi supportarlo aiutandomi a farlo conoscere condividendolo, inoltrandolo, consigliandolo. E ovviamente, se non l’hai già fatto, iscrivendoti.
A presto!


